Una vita nel settore alberghiero: la storia del maître Piero Palmieri

In pensione da poco più di una settimana, Piero Palmieri ha ricoperto il ruolo di maître di FH55 Grand Hotel Mediterraneo per 30 anni.
“Ho iniziato questa professione per caso e anno dopo anno mi sono appassionato sempre di più – sostiene Piero. Lavorare nel settore alberghiero è stimolante, ogni giorno è diverso, si trovano sempre nuovi motivi di interesse. Nonostante le festività non trascorse in famiglia e i turni impegnativi, questo lavoro mi ha regalato esperienze lavorative e umane davvero appaganti”.

FH55 Grand Hotel Mediterraneo - Firenze - Maître
Piero Palmieri – Maître, FH55 Grand Hotel Mediterraneo

I primi passi di Piero come maître di FH55 Grand Hotel Mediterraneo

“Piero ha iniziato a lavorare nel nostro albergo come stagionale di sala – racconta Marco Taddei, oggi dirigente della società Montecarlo Immobiliare S.p.A. e all’epoca responsabile delle risorse umane. Nel momento in cui il nostro primo maître andò in pensione, ripensai a quel ragazzo educato, sorridente e sempre disponibile. Lui lavorava presso un altro albergo, ma gli proposi di tornare da noi”.

FH55 Grand Hotel Mediterraneo - Firenze
M. Taddei, P. Palmieri, L. Leonardi – FH55 Grand Hotel Mediterraneo

“Piero è stato un ottimo collaboratore: persona di fiducia e di grande sensibilità, ha sempre avuto una parola di incitamento per tutti i membri della sua brigata e ha saputo conquistarne la stima”.

Chi è e cosa fa il maître?

Il maître dirige tutte le fasi lavorative di una sala ristorante. È quella figura professionale che organizza la brigata di sala composta da chef de rang, commis di sala, apprendisti e stagisti, assegna le mansioni e fornisce i turni di lavoro.
“Le responsabilità di un maître sono molteplici, spaziano dall’accoglienza e cura del cliente, alla gestione dei feedback. È suo compito anche controllare la qualità dei servizi e fornire all’ospite spiegazioni esaustive, cercando di fargli trascorrere un’esperienza unica”, spiega Piero.

FH55 Grand Hotel Mediterraneo - Firenze - Lavoro di squadra
L. Leonardi, P. Palmieri, A. Ragoni – FH55 Grand Hotel Mediterraneo

Le qualità che un buon maître deve avere

Il maître interagisce con molteplici persone, per questo oltre alle abilità professionali, deve essere tollerante e capace di comprendere contesti complessi.
“Piero è solare, gentile, accomodante. Una delle sue caratteristiche principali è l’abilità di unire le persone creando un buon feeling tra i colleghi – sostiene Luca Leonardi, F&B manager dell’albergo”.

Scopriamo insieme a Piero le altre competenze per diventare un buon maître.
Essere un buon comunicatore: “È molto importante avere una comunicazione efficace sia con gli ospiti che con lo staff, cercando di essere rispettosi e professionali”.
Capacità di ascolto ed empatia: “Compito del maître è motivare la brigata, saper ascoltare, essere presente e partecipe anche dei problemi dello staff, per creare un gruppo coeso che lavora in sinergia”.
Essere un buon “padrone” di casa: “Per me accoglienza è far sentire il commensale come fosse a casa e creare un rapporto amichevole e professionale allo stesso tempo. Il primo approccio è fondamentale, perché da questo dipenderà anche la sua percezione della degustazione e del servizio”.

FH55 Grand Hotel Mediterraneo - Firenze - Lavoro di squadra

“Piero si prendeva cura dell’ospite e lo coccolava dall’inizio alla fine – spiega Marco Taddei. I clienti abituali hanno sempre avuto il piacere di essere seguiti da lui, perché sapeva già cosa volevano e quale tavolo preferissero”.
Capacità di lavorare in squadra: “Ricordo con affetto i team building con i vari capireparto, che hanno contribuito a rafforzare i nostri rapporti e lo spirito di squadra”.

FH55 Grand Hotel Mediterraneo - Firenze - Lavoro di squadra - Team building
Team Building 2011 – FH55 Hotels

Problem solving: Organizzazione impeccabile e sangue freddo permettono al maître di gestire con fermezza situazioni delicate e rendere i clienti soddisfatti.
“Ricordo di non aver mai visto Piero scomporsi neanche di fronte a momenti molto difficili. È una persona fidata ed empatica che ha sempre trovato la soluzione al problema”, sostiene Luca Leonardi.
Conoscenza delle lingue: “Lavorare per due anni a Londra ed entrare in contatto con persone e culture diverse mi è stato molto d’aiuto per questo lavoro”, conclude Piero.

Una carriera lunga 30 anni nello stesso albergo

Con ben 30 anni di servizio, Piero è cresciuto con FH55 Grand Hotel Mediterraneo e ha vissuto sulla propria pelle l’evoluzione dell’albergo.

FH55 Grand Hotel Mediterraneo - Firenze

“Quando ho cominciato a fare il maître, il Mediterraneo accoglieva principalmente grandi gruppi di turisti: il menù era più limitato e la colazione prettamente continentale. Dal 2005, con il potenziamento del congressuale, la parte ristorativa si è evoluta per fornire ai nuovi clienti servizi sempre più personalizzati. Questi nuovi stimoli hanno reso il mio lavoro ancora più interessante”.
“Piero è uno dei tanti collaboratori che abbiamo accompagnato alla pensione – sostiene Marco Taddei. Questo per la nostra azienda è un successo, perché vuol dire che siamo riusciti a tessere una relazione con il nostro personale che va al di là della semplice mansione, a far sentire le persone parte di qualcosa. Come diceva mio nonno, quest’azienda è anche proprietà di chi ci lavora”.

 

Francesca Pallecchi
Redattrice

Tra un post e l’altro mi diletto con qualche concertino, un buon libro e un pizzico di meditazione. Ma niente mi rende più felice di viaggiare per il mondo zaino in spalla. Il mio motto è: l’importante è partire!

 

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